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‘Drumcliff’ e ‘Innisfree’ primule dal fogliame unico

Primula vulgaris 'Drumcliff'

‘Drumcliff’ e ‘Innisfree’ primule dal fogliame unico

Erbacee perenni semi-sempreverdi inusuali. Una primula con una marcia in più

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rimule molto interessanti per il colore scuro del fogliame e per dare un tocco naturale, ma originale al nostro spazio verde. Come per tutte le primule comuni, sono semi-sempreverdi, quindi potremmo godere della bellezza delle foglie per quasi tutto l’anno. Inoltre, sono molto generose nella produzione di fiori, ma ora vediamo di cosa hanno bisogno.

Come coltivare la Primula vulgaris

La sua posizione ideale è sotto ad alberi e arbusti a foglia caduca, in terreno fertile, drenato, così la pianta riceverà luce nei mesi invernali e primaverili. Invece, con l’arrivo della stagione più calda, sarà protetta dalle chiome della vegetazione sopra di lei e avrà bisogno di minori irrigazioni. Il rischio, infatti, è di incorrere in marciumi radicali. L’estate è il periodo che coincide con il riposo vegetativo della Primula, quindi non dovremmo esagerare con l’acqua.

Primula vulgaris 'Drumcliff'

Primula vulgaris ‘Drumcliff’

Primula vulgaris ‘Drumcliff’

Primula vulgaris ‘Drumcliff’ è una bellissima selezione di primula proposta sul mercato nel 2011. Scoperta dal collezionista Joe Kennedy, è stata lanciata da Fitzgerald Nurseries e battezzata in onore del poeta William Butler Yeats. Drumcliff è infatti il nome della località irlandese che ospita la sua tomba.

Le qualità di questa cultivar la rendono unica: le foglie scure creano un bellissimo contrasto con il colore dei fiori, con petali rosa cipria attorno alla gola gialla. In più è caratterizzata da un sorprendente vigore, insolito per le cultivar a foglia scura e questo la rende affidabile e di rapido accrescimento.

Primula vulgaris ‘Innisfree’ e abbinamenti

Primula vulgaris 'Innisfree'

Primula vulgaris ‘Innisfree’

Primula vulgaris ‘Innisfree’ ha foglie scure e fiori rossi vellutati con la gola gialla, tra marzo e aprile. Entrambe le primule resistono alle temperature rigide invernali e non superano i dieci centimetri di altezza. Per propagarle, si divide il cespo quando sarà abbastanza grande.

Spettacolare in abbinamento a Carex e felci o usata in massa insieme a Ophiopogon planiscapus ‘Nigrescens’.

Un po’ di latino

Ritorniamo con il tanto difficile latino, ma è fondamentale per identificare perfettamente la pianta in questione. Un valido esercizio per ricordarsi il nome è quello di capire da dove ne deriva la radice.

L’epiteto generico è un diminutivo del termine latino primus (primo, iniziale), per la precoce fioritura. Le primule infatti annunciano, per tradizione popolare, la Primavera.

Il vivaio

Il vivaio

www.igiardinidellindaco.it

info@igiardinidellindaco.it

Via Ca’ del Zappa, 26043 Persico, Cremona

L’epiteto specifico deriva sempre dal latino, dal termine vulgus (volgo, popolo), da cui appunto vulgaris, col significato di comune, diffusa.

È infatti presente in gran parte d’Italia come spontanea e conosciuta da tutti, anche da chi non si considera un appassionato di fiori e piante, proprio perché fa parte dei paesaggi di fine inverno che siamo abituati a vedere ovunque.

La mia valutazione

Fioritura
Bellezza durante l'anno
Necessità d'acqua
Manutenzione

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