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Villa d’Este: storia, giardini e acqua

Villa d'Este a Tivoli, la Fontana di Nettuno

Villa d’Este: storia, giardini e acqua

Uno degli esempi più importanti di giardino all’italiana rinascimentale, da cui molti progettisti hanno tratto ispirazione per molti giardini in tutto il mondo. L’acqua, elemento prezioso in questa regione, fa da padrona in questo giardino senza eguali

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amoso in tutto il mondo e a pochi passi da Roma, il complesso di Villa d’Este a Tivoli è uno degli esempi più importanti di giardino all’italiana rinascimentale, sicuramente uno dei più spettacolari in Italia. È così straordinario che ebbe una forte influenza sulla progettazione di giardini in tutta Europa del manierismo e del barocco. Data l’impressionante complessità del suo progetto, nel 2001, è stato inserito nella lista UNESCO del patrimonio mondiale. Ma cosa rende unico questo giardino?

giardini all'italiana a Villa d'Este a Tivoli

I caratteristici giardini all’italiana, in origine erano pieni di colori e quando si impose la moda dei bulbi, cardinali e principi facevano a gara per comprare i più cari, insieme ad altre piante.

Una storia degna di una serie TV

Tra il 1550 e il 1600 circa, improvvisamente esplose l’arte di fare giardini, in particolare a Roma. Giardini eccezionali e superbi; ma perché a Roma e perché proprio i giardini? In questi anni la ricchezza e il potere più grande appartenevano alla Chiesa e in particolare ai cardinali, che desideravano solo una cosa, il papato (il più potente ruolo nel mondo cristiano).

Questo ovviamente dava ai cardinali un senso di potere, arroganza e sicurezza. E questo era il contesto in cui vennero pensati e realizzati i giardini di quell’epoca. Quando veniva eletto un nuovo Papa non erano le qualità spirituali a contare, ma ricchezza, influenza e cultura. Uno tra i tanti modi per dimostrare queste cose era quello di possedere un maestoso giardino (oggi invece si comprano squadre di calcio e ci si quota in borsa).

Le delusioni accumulate per la mancata elezione pontificia, spinsero il cardinale Ippolito II d’Este a creare questo complesso, quando nel 1550 divenne governatore di Tivoli. Il meraviglioso giardino fu frutto dell’ingegno di Pirro Ligorio, archeologo, architetto e pittore dall’intuizione geniale. L’opera si estende dalla facciata posteriore della villa e si sviluppa tra terrazze e pendii utilizzando uno schema architettonico che era quello delle città romane.

La Fontana dell’Ovato o Fontana di Tivoli

La Fontana dell’Ovato o Fontana di Tivoli, progettata da Pirro Ligorio e realizzata nel 1567. Al centro si trova la Sibilla Tiburtina o Albunea con in mano il piccolo Melicerte.

Il giardino

Il giardino

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Capolavoro d’ingegneria idraulica

I giardini formano un quadrilatero irregolare e coprono un’area di circa 35mila metri quadrati. Si estendono lungo pendii scoscesi, che dal palazzo arrivano a una terrazza pianeggiante. Per nascondere la forma irregolare, il giardino venne sviluppato in cinque assi trasversali, dove ognuno terminava con una fontana.

Quello che rende unico il giardino sono le fontane, sia per la loro bellezza sia per la concezione generale dell’impianto. L’acqua in questa zona era una fonte difficile da avere e fu portata attraverso una galleria che attraversa la città per oltre un chilometro e un acquedotto, tutto allo scopo di impressionare e divertire gli ospiti illustri che il cardinale Ippolito II invitava.

Le fontane di Villa d’Este

Come detto prima, quello che caratterizza maggiormente questi giardini e che hanno reso questo complesso così famoso in tutto il mondo sono le fontane. Sicuramente il Viale delle Cento Fontane merita di essere nominato: cento metri di percorso ricco di fontane, zampilli e statue. I tre canali d’acqua presenti rappresentato i tre affluenti del Tevere e hanno lo scopo di alimentare gli zampilli a diverse altezze. Tanti altri elementi in questo giardino hanno un forte richiamo simbolico, come per tanti giardini del passato e che forse oggi manca ai nostri.

La Fontana dell’Ovato, a un capo del Viale delle Cento Fontane, è sicuramente la più barocca e viene chiamata così per la sua forma ovale. Le rocce e i massi rappresentano i monti Tiburtini dai quali scendono i tre affluenti, Aniene, Erculaneo e Albuneo, rappresentati da tre statue mitologiche.

Poi, ci sono la Fontana dei Draghi, dell’Organo, La Rometta e la più imponente e scenografica della villa: la Fontana di Nettuno (la prima foto in cima all’articolo), realizzata da Gian Lorenzo Bernini, un’enorme quantità d’acqua e zampilli che proiettano in aria alti schizzi.

Il Viale delle Cento Fontane è costituito da cento zampilli e da sculture di gigli, obelischi, barche e aquile.

Ovviamente, con il passare dei secoli molto si è perduto e oggi questa opera imponente è costituita da circa 35mila mq complessivi di giardini, 250 zampilli, 60 polle (sorgenti) d’acqua, 255 cascate, 100 vasche, 50 fontane, 20 esedre e terrazze, 300 paratoie, 30mila piante a rotazione stagionale, 150 piante secolari ad alto fusto, 15mila piante perenni e alberi ornamentali e 9mila mq di viali, vialetti e rampe. Numeri davvero impressionanti!

La mia valutazione

Bellezza durante l'anno
Collegamento mezzi pubblici
Fruibilità per disabili
Panchine e sosta

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