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Oziorrinco: comprenderlo e difendersi

Otiorhynchus o oziorrinco esemplare adulto

Oziorrinco: comprenderlo e difendersi

Flagello di molti giardini, l’oziorrinco è un divoratore di piante, radici e foglie. In nostro soccorso arrivano alcuni metodi biologici per contenerlo in maniera davvero efficacie

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hi lo ha lo conosce molto bene e purtroppo non è un animale gradito. Otiorhynchus o oziorrinco è un coleottero fitofago (in poche parole si mangia le piante) a cui appartengono oltre 1.500 specie, diffuse dal bacino del Mediterraneo all’Asia centro settentrionale (insieme formano la regione Paleartica).

Nutrendosi di moltissime piante, noi appassionati di verde ne abbiamo il terrore, ma come possiamo combatterlo? L’unico modo è capire come si comporta e agire di conseguenza. Ed ecco perché io e Sandro Degni abbiamo scritto questo articolo.

Otiorhynchus o oziorrinco nella pagina inferiore fogliare

È un coleottero notturno, ma spesso lo troviamo nella pagina inferiore della foglia, in questo caso della Gillenia trifoliata

Il ciclo biologico dell’oziorrinco

In Italia troviamo soprattutto l’Otiorhynchus rugosostriatus, O. cribricollis e O. sulcatus, chiamato anche oziorrinco della vite, che ama molto le nostre care piante. Per fortuna queste diverse specie si comportano in maniera simile e, sempre per fortuna, le larve del sulcatus sono le meno voraci di radici.

Ma come avviene la riproduzione? Qui potresti stupirti perché le femmine si riproducono senza fecondazione (partogenesi) e quindi basta un solo esemplare per, poi, ritrovarcene molte altre l’anno successivo.

Le larve svernano nel terreno, diventeranno pupe e intorno al mese di maggio avverrà lo sfarfallamento degli esemplari adulti. L’oziorrinco adulto in pochi mesi mangerà davvero molte foglie durante la notte. Infatti, spesso non vediamo il coleottero, ma quello che ha fatto tra il tramonto e l’alba. In seguito, in estate deporrà le uova che in breve tempo diventeranno larve.

Otiorhynchus o oziorrinco nello stadio larvale

Trovata per caso in un vaso, molto probabilmente è una larva di oziorrinco molto ghiotta delle radici delle nostre piante, soprattutto di Heuchera, Tiarella e similari

I nematodi per la lotta biologica

I nematodi sono dei microscopici vermi, non visibili a occhio umano, e in particolare sono i nematodi entomopatogeni che ci vengono in aiuto. Infatti, loro sono in grado di parassitizzare gli insetti dannosi, come l’oziorrinco. Le specie di nematodi entomopatogeni più utilizzate sono Steinenernema feltiae, S. Carpocapsae, S. Kraussei, Heterorahabditis bacteriophora e H. Megidis.

I due periodi migliori per effettuare il trattamento sono la primavera (marzo-aprile) quando l’oziorrinco è sotto forma di larva e a fine estate sulle nuove larve (settembre-ottobre). Per utilizzare al meglio i nematodi, oltre ad aver letto le istruzioni d’uso, di solito viene consigliato di effettuare il trattamento nelle ore fresche della giornata, quando le temperature sono tra 18 e i 22 gradi, e mantenendo il terreno costantemente umido.

I nematodi agiscono in simbiosi con un batterio che, infiltrandosi all’interno della larva, aiutano il nematode stesso a colonizzarlo e, letteralmente, a consumarlo dall’interno. Una volta giunto a conclusione della sua funzione, i nematodi lasciano l’ospite alla ricerca di nuove prede.

Otiorhynchus o oziorrinco danno alle foglie

I danni che l’adulto di questo coleottero crea è abbastanza conosciuto e divora gran parte del fogliame, in questo caso di un Epimedium grandiflorum

Altri metodi per combattere l’oziorrinco

Al momento, i nematodi entomopatogeni rappresentano il modo più efficace per combattere questo coleottero nello stadio larvale. Vivaisti e professionisti del settore, parlando di questo flagello che gli affligge, hanno detto che utilizzando alcuni prodotti chimici, l’oziorrinco tende ad abituarsi e adattarsi di conseguenza; il primo anno andrà bene, il secondo anno l’effetto del prodotto sarà di gran lunga inferiore.

In stadio adulto, l’oziorrinco si riesce a combattere bene con l’azione meccanica: basterà uscire di sera con un secchio e scrollare i rami. Per fortuna questo coleottero non è molto agile, anzi, appena toccato, per difesa, cade e si arriccia su sé stesso. Inoltre, non può volare e quindi la sua capacità di espansione è limitata rispetto ad altri insetti.

Esiste anche un’altra alternativa per combattere gli adulti e si fa con un fungo. Si chiama Metarhizium anisopliae e attacca esclusivamente gli insetti. Essendo un fungo bisogna garantirgli delle condizioni ottimali: umidità, escludendo l’utilizzo in pieno sole e evitando le estati torride. Con le sue spore, colonizza la cuticola degli insetti e su di essa produce ife (i tipici filamenti allungati dei funghi) che entrano e causano la morte dell’insetto. È molto utile anche contro tripidi, aleurodidi (mosche bianche), acari e zecche.

Otiorhynchus o oziorrinco esemplare adulto

In linea generale, la lotta biologica non è una soluzione risolutiva (come neppure i prodotti chimici) e sicuramente servirà più di un trattamento, ma tiene sotto controllo, e di molto, la popolazione di questi coleotteri, oltre a non danneggiare l’ecosistema e le nostre piante.

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